Amaretti di Sassello. Il dolce alle mandorle nato nell’Ottocento

Durante l’Ottocento, nell’entroterra a cavallo tra Liguria e Piemonte, era abitudine dei contadini piantare alberi di mandorlo sotto casa; questo sia per potersi godere, in primavera, la fioritura, sia per raccogliere, in autunno, i frutti. Tuttavia ben presto si pose un problema: queste piante producevano quantità di mandorle talmente notevoli da superare di gran lunga il fabbisogno famigliare annuale. Per questo motivo si pensò di sperimentare il prodotto in pasticceria: Sassello fu il primo paese a trovare una soluzione adeguata, dando vita all’amaretto.
Il primo tentativo di commercializzare il prodotto risale al 1850 per opera dei coniugi Rossi, proprietari di un piccolo ristorante. All’epoca tutto il lavoro era manuale e, in un primo tempo, gli amaretti venivano conservati in grandi barattoli di vetro, per poterne mantenere l’aroma e la morbidezza; soltanto in un secondo tempo si pensò di incartarli uno per uno. Questa soluzione favorì e semplificò la commercializzazione del prodotto sassellese non solo all’interno del paese, ma anche in altre località. Il figlio dei coniugi Rossi, Pietro, diede in seguito un forte impulso sia alla produzione sia alla vendita di questo particolare dolcetto ligure, anche grazie alla registrazione del marchio “Virginia” (nome che deriva non da una persona fisica, bensì dalla marca di un sigaro peruviano). Gli amaretti “Virginia” ebbero subito successo e furono premiati durante importanti esposizioni internazionali come le Colombiadi del 1892 e l’esposizione di Parigi del 1911.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *