Carrodano. Un paese diviso in due sull’antica via Aurelia

Carrodano è diviso in due parti, Inferiore e Superiore e deve il suo nome probabilmente a carro donum, un accampamento mobile di carri durante l’invasione dei Galli nel IV secolo a.C. Per quanto vicini, i due paesi non furono sempre politicamente uniti: Inferiore fu dominio del vescovo di Carrodano, mentre Superiore passò nel 1186 ai Malaspina. Il feudo, in seguito, passò ai signori Da Passano e quindi definitivamente dominio, dal 1229, della Repubblica di Genova che mantenne ai Da Passano alcuni degli antichi diritti tra i quali la nomina del podestà locale. Carrodano Inferiore ospita la chiesa di santa Felicita, che conserva la statua lignea della santa e dei suoi sette figli, opera della scuola del Maragliano, che per la festa patronale di agosto viene portata in processione, nonostante pesi quasi sette quintali. Carrodano Superiore, borgo stretto intorno alla chiesa di san Bartolomeo, ebbe probabilmente una funzione strettamente difensiva e di controllo: di qui passava l’antico tracciato – usato ancora per secoli – della via Aurelia, come testimoniano l’ospitale di Santo Spirito (sulla riva destra del torrente Malacqua) e il ponte medievale di Arsina. Ancora più significativo è l’ospitale del San Nicolao (con grande probabilità stazione stradale dei romani), databile fra il 1100 e il 1200 d.C.. Nel 1590 un incendio lo distrusse e divenne poi rifugio per briganti (ne sono ancora visibili i resti). La strada prosegue verso Mattarana, con la chiesa romanica di san Giovanni Battista (molto sentita in alta valle è la tradizione del falò nella notte di san Giovanni: un rito antico e pagano, strettamente legato ai ritmi della vita rurale e all’alternarsi delle stagioni) e poi gira sulla destra per andare verso Carro.

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