Il capolavoro di Donato tra Fiandre e Rinascimento

Tra i gioielli della Pinacoteca spicca la straordinaria Crocifissione di Donato de’ Bardi, un unicum nel panorama della pittura del Quattrocento. Aggiornata sulle esperienze dell’Ars nova di Fiandra, la splendida tela costituisce una altissima e precoce sintesi fra il nuovo gusto visivo nato nell’Europa del Nord e il rigore formale del linguaggio rinascimentale italiano. La pala rappresenta une delle più antiche testimonianze dell’intensa rete di rapporti che nella prima metà del Quattrocento collegò fra di loro i centri del mondo mediterraneo che ebbero un ruolo essenziale nell’assimilazione del nuovo gusto visivo nato nell’area risultante dall’annessione delle Fiandre al Ducato di Borgogna, comprendente Bruges, Gand, Bruxelles, Digione.
Le straordinarie novità dell’Ars nova, inaugurate dai padri fondatori della pittura fiamminga Jan van Eyck, Robert Campin, Rogier van der Weyden, sono basate su di una nuova e immediata visione del mondo reale, indagato con lenticolare attenzione in tutte le sue particolarità. Il fattore unificante della visione, spinta fino all’illusionismo ottico, non è la concezione razionale e geometrica dello spazio, ma la luce naturale colta nel suo variare sugli oggetti o in rapporto alle distanze. Insieme al verismo di paesaggi e di ritratti e alla rappresentazione di emozioni e sentimenti, le particolari cromie ottenute tramite l’uso dei leganti oleosi suscitarono prontamente l’ammirazione di collezionisti, l’attenzione di membri del ceto mercantile e di funzionari politici che ebbero la funzione di mediatori culturali e gestori del trasporto materiale delle opere d’arte, il consenso della committenza aristocratica che favorì lo scambio di artisti fra le corti del Nord e quelle del Sud dell’Europa. A prescindere dai viaggi ben documentati da parte di alcuni maestri (fra cui Joos Amman von Ravensburg, Lluìs Dalmau, Jaume Baço, Louis Allynebrood) la presenza di motivi e modelli “stranieri” in molte opere d’arte dell’epoca ha indotto spesso la critica a ipotizzare eventuali viaggi all’estero, pellegrinaggi, missioni diplomatiche, da parte di pittori fra cui Jan van Eyck, Robert Campin, Rogier van der Weiden, dello stesso Donato de’ Bardi.

Foto: Pinacoteca Civica di Savona

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