Lanterna di Genova. Il faro simbolo della Superba

Da sempre simbolo della città (la presenza di un faro è documentata dal 1128), la Lanterna è alta 76 metri e sorge in posizione sopraelevata su ciò che resta della collina-promontorio di San Benigno. Considerando anche lo scoglio su cui è costruita, arriva a un altezza complessiva di 117 metri: è il faro più alto del Mediterraneo, secondo in Europa, quinto nel mondo, ed è il terzo per “anzianità” tra quelli ancora in servizio nel mondo. La Lanterna che si vede oggi risale al 1543, quando i genovesi la ricostruirono più alta e slanciata dopo averla bombardata una trentina d’anni prima: in realtà l’obiettivo era la fortezza della Briglia, costruita dai francesi per le loro truppe e presa di mira dai genovesi insorti. Una torre esisteva già da prima, almeno dal XII secolo. Nata con funzioni di guardia, per evitare l’ingresso in porto di navi sospette, divenne anche faro quando sulla sua sommità si iniziarono a bruciare fascine: un documento del 1161 afferma che le navi devono pagare un dazio per il servizio di segnalazione luminosa. Nel 1371 sulla copertina di un registro dei “Conservatori del Porto”, dove venivano fra l’altro registrate tutte le spese per la illuminazione, per i cristalli della lanterna, per le lampade, per l’olio, e le nomine dei guardiani. è illustrata quella lanterna, che veniva alimentata a olio d’oliva (dal 1326). La Lanterna sorgeva allora su un promontorio, definitivamente spianato nel Novecento per ingrandire il porto e la città, relativamente fuori dal centro abitato: solo nel XVII verrà compresa nella cosiddetta “Cerchia Seicentesca”, l’incredibile opera difensiva lunga quasi 20 chilometri che partendo dalla Lanterna risaliva i crinali e di colle in colle tornava al mare all’altezza della Foce. La ricostruzione del 1543, finanziata dal Banco di San Giorgio e voluta dal doge Andrea Centurione Pietrasanta, diede a Genova la Lanterna che ancora ammiriamo, con il suo stile rinascimentale. La struttura architettonica della Lanterna è relativamente semplice: una torre di sezione quadrata, su due ordini, con una terrazza alla sommità di ogni ordine e una scala interna in muratura di 365 gradini per raggiungere la cima. Dopo il Cinquecento e la riedificazione, la Lanterna ha superato indenne diversi conflitti: le bombe del re Sole alla fine del Seicento, i combattimenti contro gli austriaci del 1746, la seconda guerra mondiale. Ma a provocare danni al faro non sono state solo le bombe: i fulmini e il maltempo hanno più volte colpito la struttura e soprattutto i suoi vetri, cambiati più e più volte nel corso dei secoli. Oggi la lampada è gestita dalla Marina Militare direttamente dalla Spezia, ma per molto tempo la Lanterna ha avuto un custode: tra i molti che si sono succeduti, anche Antonio Colombo, lo zio di Cristoforo nel 1449. Il faro oggi è alimentato da una lampada alogena da mille watt, amplificata da apposite lenti, e ha una portata di 36 miglia nautiche. Escludendo il faro, la Lanterna è oggi gestita dall’associazione Giovani Urbanisti – Fondazione Labò che si occupa della manutenzione del complesso (torre, museo, giardino e passeggiata di accesso) e dell’apertura al pubblico. Il museo, ospitato nei bastioni ottocenteschi che proteggevano la Porta Nuova, presenta Genova e il suo territorio: storie, testimonianze, filmati, immagini per conoscere a fondo l’arte, la cultura, le tradizioni e il passato della Superba.

Aperto il sabato, la domenica e i festivi dalle 14,30 alle 18,30

Ingresso 5 euro

Il parco e la passeggiata sono aperti tutti i giorni dalle 9 alle 18

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