Lerici. Il borgo di marinai sotto il castello pisano

Le stradine medievali con le case alte e colorate, le belle residenze settecentesche, la vista del golfo sempre diversa, lo spirito del borgo marinaro, il castello incombente e protettivo. Lerici ha una bellezza diffusa, diversa, armonica, da scoprire e gustare un passo dopo l’altro. Il fulcro è piazza Garibaldi, la piazza centrale aperta sul mare e chiusa dalle belle case in tinte pastello, che un tempo affacciavano direttamente sul molo. In piazza si trova l’oratorio di san Rocco, risalente al XIII secolo e costruito su un antico ospitale per i pellegrini in transito: il campanile è stato ricavato dalla torre romana e all’interno conserva ancora lo stemma genovese. In via Andrea Doria c’è la casa dove soggiornò l’ammiraglio genovese nel 1528, quando ruppe l’alleanza con la Francia per mettersi al servizio degli spagnoli. Poco più in alto, la chiesa parrocchiale di san Francesco d’Assisi appare oggi nelle forme della ricostruzione, avvenuta tra il 1632 e il 1636 sulla precedente basilica duecentesca. Dalla piazza si sale al castello, la cui costruzione venne avviata nel 1152 dai pisani e che fu poi conteso, espugnato, ampliato e ricostruito dai diversi padroni del borgo, in primis i genovesi. Dall’altra parte del centro storico c’è l’ex convento dei cappuccini, costruito nel XVII secolo insieme alla chiesa e che oggi ospita il municipio. Dopo una lunga storia come borgo di marinai e posto di confine, dal Settecento Lerici e il golfo diventano meta di villeggiatura e soggiorno per le famiglie più ricche. Tra le tante residenze di quel periodo, la più bella è Villa Marigola, che si trova sul promontorio che divide le insenature di Lerici e San Terenzo.

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