San Bernardo di Pigna. Va in scena la pittura teatrale del Canavesio

Alle porte di Pigna, nella val Nervia, si trova una piccola chiesa che nasconde un tesoro sorprendente. Costruita lungo un’antica via di comunicazione, che collegava Sanremo, Tenda, Baiardo e Pigna, la chiesa di San Bernardo venne creata alla fine del Trecento – forse su un edificio preesistente – come luogo di conforto spirituale per i viandanti, ma anche come rifugio notturno per chi il giorno dopo sarebbe dovuto entrare in paese (in epoca medievale le porte venivano chiuse con il calar della sera ed era gioco forza dover attendere il mattino per varcarle).
Nel 1482 la chiesa viene affrescata da Giovanni Canavesio, pittore originario di Pinerolo e all’epoca già attivo da diversi anni tra la Liguria di Ponente e le Alpi Marittime. Contemporaneo di Ludovico Brea, il Canavesio è considerato come un pittore di largo respiro, con una cultura che affonda le sue radici sia nella tradizione alpina occidentale sia in quella franco meridionale. Occupa un posto originale nella pittura ligure della fine del Quattrocento. Usa l’influenza del teatro, della drammaturgia, soprattutto negli affreschi in cui si nota la composizione in scene, con un gusto per le prospettive e le costruzioni architettoniche.
E proprio una messa in scena, teatrale e fastosa, è quella che si può ammirare a San Bernardo, dove il Canavesio dipinge la Passione e il Giudizio Finale, gli stessi temi che tratterà dieci anni più tardi a Notre Dame des Fontaines, a Briga. L’opera si presenta con una grande potenza narrativa, grazie anche alla scelta dell’autore di esprimere in modo realistico i sentimenti umani e le diverse vicende. La narrazione non segue un andamento lineare, ed è articolata in molte scene: Canavesio realizzò una vera e propria Bibbia disegnata, la cosiddetta biblia pauperum che permetteva anche ai poveri e agli analfabeti (la stragrande maggioranza della popolazione) di capire le storie del Vangelo e dei santi. In questo caso è interessante notare che l’artista non si attenne solo ai Vangeli tradizionali, ma pescò anche da quelli apocrifi e in particolare dai racconti di Jacopo da Varagine. L’opera ha subito un lungo e delicato lavoro di restauro con la tecnica dello strappo, durato dal 1959 al 1996, quando la chiesa venne finalmente riaperta al pubblico.
Per visitarla, tranne in rare occasioni pubbliche, è necessario prenotare al numero 329.2330252: il custode del museo e della chiesa è sempre lieto di accompagnare i visitatori e regala a tutti spiegazioni coinvolgenti e informazioni dettagliate.

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