Il Golfo dei Poeti non si è sempre chiamato così. L’espressione nasce a San Terenzo nel 1910, in un’occasione tutt’altro che turistica: la morte di Paolo Mantegazza, medico, antropologo, scrittore e divulgatore che qui aveva vissuto per trentasette anni. Durante l’orazione funebre l’amico Sem Benelli, drammaturgo e autore della Cena delle beffe, lo definì «poeta della scienza» che riposava nel “Golfo dei Poeti”. Il nome funzionò. Nel 1919 Benelli lo riprese nella lirica Notte del Golfo dei Poeti e nel tempo l’espressione si allargò dall’insenatura tra San Terenzo e Lerici all’intero Golfo della Spezia. Gli Shelley e gli altri letterati erano arrivati prima: Benelli non inventò il rapporto tra questo territorio e la letteratura. Inventò le parole con cui ancora oggi lo identifichiamo.